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"Ogni tanto mi distraevo
guardando i giochi delle ombre nell'aula accademica, questo doveva essere
una
bozza per uno
studio
di un quadro ma è rimasta un'impressione di quel mattino".
"In quel periodo conobbi due ragazze giapponesi molto curiose e simpatiche, del
quale serbo
un ricordo
molto intenso e "colorato": Eri Kishigami e Fumie. Insieme a loro mi divertivo a
conoscere alcuni
pittogrammi/ideogrammi giapponesi e a tradurre parole dall'italiano al
giapponese".
"E ho imparato che le ragazze giapponesi sanno essere più aperte e socievoli
delle romagnole!".