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Sotto
ho inserito uno delle migliaia di
disegni a fumetto realizzati quando ero poco più che un ragazzo, questo fu eseguito a pennino
e chine all' età di diciassette anni, per un esercitazione di classe al liceo
artistico. La materia era appunto "progettazione" ed era capitanata dal
Professore di Architettura, l' Arch. Massimo Mori, e dalla Professoressa
Fiorella di Tecniche Pittoriche.
L'oggetto che progettai e poi realizzai era un calendario che doveva avere per ogni mese
un personaggio dei fumetti. Oltre a Paperinik, c'erano altre undici
situazioni, appunto per gli altri undici mesi: scene copiate e reinterpretate
da fumetti esistenti e scene inventate per l' occasione. Nel mio calendario,
oltre a Paperinik, erano presenti Spider Man, Bat Man, Bart Simpson, Dylan Dog, e
altri. Questa immagine sotto doveva apparire nel mese di settembre. Nel campo
dei fumetti Walt Disney e Richard Scarry furono i miei primi "maestri", poi
dal 1991 ca. se ne inserirono molti altri, da Alex Ross a Matt Groening
(creatore dei Simpsons), a Albrecht Dürer, che aveva eseguito quelli che
possiamo considerare dei "protofumetti" se vogliamo, mi riferisco alle
xilografie giovanili del folle. Dürer fu importante per me, molto, tant' è
che mi fece innamorare della tecnica dell'acquerello, che lui usava spesso
nei suoi lunghi viaggi. Lo studio di molti altri artisti contribuì
successivamente a mantenermi attivo cerebralmente nella fase di apprendimento
e rielaborazione.
Nel 1997-98, all' età di 19-20 anni, frequentai, parallelamente all'Accademia
di Belle Arti, un corso di fumetto con l' A.C.L.I e il Cartoon Club. Conobbi
grazie a questa associazione anche Luca Enoch e Stefano Babini, fumettisti
professionisti della Bonelli che svolsero alcune lezioni. A 20 anni feci la
mia scelta: abbandonai quasi del tutto il mondo del fumetto perchè lo forse
lo vedevo troppo "schiavo del mercato", ma soprattutto per un triste,
tristissimo evento: la morte improvvisa di Matteo Lorenzini, un giovanissimo
compagno di Accademia, anche lui fumettista in erba: il suo suicidio cambiò
radicalmente il mio punto di vista rispetto al mondo e alle azioni. Iniziò
così un periodo di ricerca del vero, che non si è ancora concluso.
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