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Nel disegnare il teschio e lo
scheletro (veri!) che erano custoditi alla loggetta lombarde-
sca e poi nella sede nuova dell' Accademia, ho usato per il primo disegno una penna a
punta fine,
leggermente sciolta con alcool, nel secondo disegno invece ho contrastato
il teschio con della tintura di iodio. Entrambe i disegni, così come tutti
quelli di allora e-
rano realizzati subito a penna in tecnica diretta, sono dieci anni che non uso
più la mati-
ta in quanto la penna se opportunemente dosata con una mano dolce sa essere
ugual-
mente leggera nei tratti leggeri e graffiante nei segni più corposi.