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Letter for Barack Obama

L'AULA ROSSA_By Wikingo
Lettera per Barack Obama -
Letter for Obama
dal mio GNUSWIK
n°4 novembre 2007


Intro - Amici mi han detto: "Stefano dai scrivi una canzone sulle cose che succedono nel mondo" - "Fai un bel quadro, sei un pittore! Scrivi una poesia, sei così bravo". Ho risposto che non ne ho voglia: un pò son pigro è vero, ma poi son triste, non per me, ma per come va il mondo: "di cantare non mi va!". E' un coro: "Ti servirebbe una ragazza!" - Ma che cazzo c'entra penso io? Esclamo:"Potrebbe essere, sicuramente è così" un pò per assecondarli (volevano avere assolutamente ragione) e un pò per mettermi in discussione che fa sempre bene. Ma poi ho aggiunto quello che in quel momento sentivo, senza filtri: "Se son triste o pigro non mi van le ragazze e neanche alle ragazze gli va". Mentre davo i volantini, ieri notte, pensavo che le canzoni o le idee dentro di noi, dopotutto sono come le donne, l'amore o tutto quanto il resto dell'esistente, vengono liberamente e liberamente se ne vanno. Così come la volontà, la motivazione che ti spinge a fare qualcosa, se ne va e poi ritorna, a volte trasformata. Non è una pubblicità della Duracell, potrebbe sembrarlo: la volontà è potenza e la potenza è la vita, questo quando i sogni diventano realtà. Ma la volontà allo stesso tempo è impotenza, e la potenza è morte, quando i sogni si trasformano in incubi. Come quelli generati da ogni tipo di guerra.

Ho fatto un brutto sogno, circa una settimana fa, un attentato gigantesco che partiva da fondamenta di una strada americana, lastricata di mattoni quadrati bianca, poteva essere Los Angeles, Hollywood, San Francisco non ricordo... Il telegiornale che mostrava le immagini descriveva i terroristi che sarebbero stati nascosti per mesi tra gli operai che avevano costruito quella strada, e così riempita di inneschi. Migliaia e migliaia di morti in tutto il mondo. Vedevo le vittime che soffrivano tra le fiamme e al risveglio gli occhi lacrimavano dalla tristezza per quello che vedevo. Era solo un sogno ok. Potrebbe essere stata una cattiva digestione.
Potrebbe essere stata solo una cattiva digestione...O forse ad un certo punto, nei sogni, chi sogna non sei più tu o un altro... Ma è il mondo che sogna o che fa gli incubi? Nell'Aula Rossa, alla scuola materna, giocavamo, da piccini, io, Alessandro e altri bambini, con quel prete che portava i ghiaccioli (Don Benzi). Insieme a me e Ale giocavano alcuni bambini neri, senza dita, reduci di guerre o malati, giocavano con me. Non mi ricordo il loro nome, ero veramente piccolo, ma essi sono transunstanziati in me, nella crescita. Non posso mettermi a cantare e suonare, perchè in questo momento e come mi mancassero le dita... E a quei miei amici ora risponderei che...Potrei cantare solo se il mio canto potesse cambiare il pensiero e le opere dell'America di Bush, e dei terroristi "islamici" che potrebbero mettere a fuoco le nostre tranquille città. Tornerei a dipingere se i pennelli potessero fermare gli industriali italiani che producono armi. E che producono proprio quelle mine che forse staccarono le dita dei miei amici della scuola materna. Forse un giorno ci riuscirò a guardare tutto come un film, a meditare veramente, a non farmi coinvolgere, o forse qualcosa mi fermerà prima non possiamo saperlo, rimaniamo al presente. Mi han detto: "Stefano scrivi una canzone, scrivi la tua opinione, dipingi, suona". Non scriverei mai una canzone per lamentarmi di qualcosa e più che una ragazza ho bisogno di un presidente americano che non mi faccia paura e con il quale gli altri potenti della terra possano dialogare con intelligenza e amore verso questo pianeta e chi lo abita. Più che una ragazza vorrei uno come Barack Obama alla Presidenza degli Stati Uniti (anche entrambi vanno bene certo).

Vorrei un'Italia che si identificasse di meno con i gruppi di appartenenza, che siano partiti, logge massoniche, associazioni, o scuole di pensiero di qualsiasi tipo. Se l'Italia è fatta di imprenditori, operai, professionisti, associazioni, sindacati, professori e mille altre attività, vorrei però che alla fine gli italiani, gli europei, non si credessero imprenditori, operai, professionisti, associati, sindacanti, dotti.
Ma semplicemente uomini. Che possono far nascere la guerra sì... Le mille divisioni che partendo dalla mia famiglia arrivano all'Iraq, portano alla guerra.
Ma che possono anche mutare il corso delle cose, con l'educazione,e una profonda consapevolezza da trasmettere alle generazioni presenti e future. Sento parlare spesso di crisi, ma è veramente così? Chiediamocelo.
O forse la situazione non è in crisi, la vita è sempre stata per qualcuno un crack e per altri in rialzo per usare termini economici. Certo se il mio rialzo è dovuto ad un crack di qualcun' altro allora non mi va, così come non va a tutti "gli uomini di buona volontà". Ma anche i soprusi ci sono sempre stati. E' possibile disegnare un pianeta più armonioso? Potremmo avere collaborazioni eccezionali in Europa, con la Cina e l'Africa (che già collaborano fra loro alla faccia di Bush).

Direi ai miei amici che più che una ragazza, o prima di questa, vorrei un'Italia meno ovvia, e ho paura che la maggior parte della popolazione creda davvero, come la maggior parte dei politici, che le cose cambino da un giorno all'altro. Solo con le guerre e le rivoluzioni puoi cambiare le cose da un giorno all'altro e non è un gran bel vivere, non hai voglia di danzare, amare, far bambini, in un mondo di guerre e instabilità. La "politica" di Bush e l'estremismo "islamico" dei terroristi ha uno slogan comune: tutto e subito!
Una impazienza, insensibilità, un cinisimo, tipico di certe età o di certe malattie mentali. I monti le stelle, ciò che siamo oggi è un divenire senza partenza e senza fine ma è impossibile fare delle cose buone, significative, utili, belle, in pochi secondi. La mia esperienza mi ha insegnato che le cose fatte in fretta sono sprecate.

Una democrazia fatta in fretta si risolve nel suo esatto contrario: una oligarchia di pazzi scatenati che decidono le sorti del mondo. E per questo mi auguro vinca lei, Mr.Obama!

Buona giornata,

Wikingo

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